Società Semplice: la “cassaforte immobiliare” per tutelare il patrimonio familiare

La società semplice è una delle forme societarie più basilari e flessibili previste dal nostro ordinamento.
Regolamentata dagli articoli 2251–2290 del Codice Civile e dal secondo comma dell’art. 2249 c.c., rappresenta uno strumento estremamente utile per la gestione e la protezione del patrimonio familiare, in particolare immobiliare.

La società semplice immobiliare può essere utilizzata sia per la gestione di immobili di famiglia, sia per la gestione di partecipazioni in altre società o interessi economici (anche in qualità di Trustee).
Si rivela quindi un ottimo strumento di pianificazione patrimoniale e successoria, con vantaggi fiscali e gestionali significativi.

I vantaggi della società semplice

Uno dei principali punti di forza della società semplice è la sua semplicità costitutiva:
non è richiesto un capitale minimo, gli adempimenti formali sono ridotti e la costituzione può avvenire anche mediante scrittura privata non autenticata.
In caso di conferimento di beni non immobili, l’imposta di registro è fissa, pari a 200 euro.

Principali vantaggi fiscali e gestionali:

  • La società semplice dispone di un patrimonio separato rispetto a quello dei singoli soci, garantendo così una maggiore tutela dei beni personali.
  • I soci non sono obbligati all’iscrizione alla Gestione INPS (come specificato nella Circolare INPS n. 84 del 10 giugno 2021).
  • Non è soggetta a imposte sul reddito (IRES, IRPEF o IRAP).
  • In caso di insolvenza, non può essere dichiarata fallita.
  • I creditori personali dei soci non possono aggredire direttamente i beni sociali.
  • La cessione di immobili detenuti da più di cinque anni non genera plusvalenze tassabili, né per la società né per i soci.
  • Ha costi di gestione minimi, poiché non vi è obbligo di tenuta delle scritture contabili o di redazione del bilancio.
  • È un mezzo efficace per la pianificazione successoria, permettendo di regolare il passaggio dei beni ai discendenti e limitare eventuali ingerenze esterne.
  • I redditi prodotti dalla società vengono imputati per trasparenza ai soci, proporzionalmente alle quote possedute, e dichiarati ai fini IRPEF.

La società semplice deve comunque presentare la dichiarazione dei redditi prevista per le società di persone (S.S.).

Ulteriori possibilità e agevolazioni

La società semplice può essere utilizzata anche come Trust Company familiare, per l’assunzione di incarichi di Trustee.
Beneficia inoltre delle agevolazioni fiscali previste dalla Legge n. 197/2022, art. 1 commi 100–105, in tema di trasformazione agevolata da società commerciale in società semplice.
Può essere impiegata anche per l’acquisto di nuovi immobili, continuando a beneficiare di un regime fiscale vantaggioso.

Semplificazioni fiscali:

  • Esenzione dalla fatturazione elettronica.
  • Esclusione dall’applicazione degli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) e dalla disciplina delle società di comodo.

Svantaggi della società semplice

Nonostante i numerosi vantaggi, la società semplice presenta alcuni limiti da considerare:

  • Non può esercitare attività commerciale, essendo destinata alla gestione patrimoniale e non alla produzione di reddito d’impresa.
  • Ha una limitata affidabilità creditizia, risultando meno appetibile per l’accesso a finanziamenti o linee di credito.

Società semplice come strumento di tutela patrimoniale

La società semplice è uno strumento ideale per chi desidera proteggere e gestire il patrimonio familiare in modo efficiente, flessibile e fiscalmente vantaggioso.
Si configura come una vera e propria “cassaforte immobiliare”, utile sia per la pianificazione successoria che per la gestione di beni e partecipazioni.

Per individuare la soluzione più adatta alla propria situazione, è fondamentale affidarsi a un consulente esperto, capace di analizzare le esigenze familiari, fiscali e civili e costruire la struttura giuridica più conveniente.

Consulenza personalizzata per la tua società semplice

Se desideri ricevere una consulenza su come costituire o gestire una società semplice, il nostro studio è a tua disposizione per analizzare la tua situazione e proporti una strategia personalizzata in ambito finanziario, fiscale e patrimoniale.

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Verifiche fiscali: cosa sono e come affrontarle con consapevolezza

Le verifiche fiscali sono controlli effettuati dall’Agenzia delle Entrate o dalla Guardia di Finanza per accertare la correttezza delle dichiarazioni e degli adempimenti dei contribuenti.
Possono riguardare imprese, professionisti o privati, e rappresentano una vera e propria indagine amministrativa disciplinata dagli articoli 52 del DPR 633/1972 e 33 del DPR 600/1972.

Affrontare una verifica fiscale con serenità è possibile, a patto di conoscere i propri diritti, i doveri e le corrette modalità di comportamento.

Diritti e tutele durante le verifiche fiscali

All’inizio di una verifica fiscale, il contribuente deve essere informato sulle ragioni e sull’oggetto dell’intervento.
È sempre possibile farsi assistere da un consulente di fiducia, come un commercialista o un legale, e inserire eventuali osservazioni nel Processo Verbale di Constatazione (P.V.C. – Processo Verbale di Constatazione).

In caso di verifiche su più giornate, gli ispettori devono redigere verbali giornalieri. È importante leggerli attentamente prima della firma e, se necessario, aggiungere osservazioni scritte.

Accesso in azienda o in studio

L’accesso dei verificatori è un atto ufficiale e deve avvenire durante l’orario di lavoro e con modalità che non ostacolino l’attività aziendale.
Durante la verifica, gli ispettori possono richiedere la documentazione contabile relativa agli anni oggetto di controllo.

Ricorda: i documenti non esibiti su richiesta non potranno essere utilizzati successivamente a favore del contribuente (art. 32 DPR 600/1973).

Tipologie di accesso:

  • Presso la sede lavorativa: gli ispettori devono essere muniti di autorizzazione del Capo Ufficio o del Comandante del reparto;
  • Accesso domiciliare: ammesso solo con autorizzazione del Procuratore della Repubblica e in presenza di gravi indizi di violazione tributaria.

Ispezioni su documenti e dati informatici

Durante le verifiche fiscali, gli ispettori possono esaminare archivi cartacei e digitali. Tuttavia, l’apertura di borse, casseforti o dispositivi informatici è consentita solo previa autorizzazione del Procuratore della Repubblica (art. 52 DPR 633/1972).

Per i dati informatici, il contribuente ha diritto a presenziare alla copia dei file e può richiedere che l’esame avvenga presso lo studio del proprio professionista.

Durata delle verifiche fiscali

La durata delle verifiche fiscali non può superare 30 giorni lavorativi, prorogabili di altri 30 in casi di particolare complessità.
Per i lavoratori autonomi e i contribuenti in contabilità semplificata, i termini sono dimezzati (15 giorni prorogabili).

Ogni proroga deve essere motivata per iscritto e notificata al contribuente.

Chiusura della verifica e redazione del verbale

Al termine dell’attività di controllo, viene redatto il Processo Verbale di Constatazione (P.V.C.), che riporta le operazioni svolte e i rilievi fiscali riscontrati.

Il contribuente può inserire le proprie osservazioni o, se non assistito, rifiutarsi di firmare specificando, ad esempio:

“Il sottoscritto dichiara di non sottoscrivere il presente verbale in quanto non ha contezza di quanto riportato e si riserva ogni valutazione nei termini di legge.”

Il rifiuto non comporta alcuna sanzione e non invalida il verbale.
Dalla chiusura del P.V.C., il contribuente ha 60 giorni per presentare memorie difensive all’Agenzia delle Entrate.
Durante questo periodo, l’Amministrazione non può emettere accertamenti, pena la nullità dell’atto (Cass. SS.UU. sentenza n. 13099/2014).

Come comportarsi durante le verifiche fiscali

Durante una verifica fiscale, è fortemente consigliato:

  • Essere assistiti da un professionista abilitato alla difesa dinanzi agli organi di Giustizia Tributaria che può garantire un pieno contraddittorio già nella fase precontenziosa e verificare il corretto svolgimento dell’intera verifica;
  • Mantenere un comportamento attivo, contestando eventuali rilievi;
  • Conservare copia di tutti i verbali e delle comunicazioni;
  • Esibire sempre registri, libri e documenti relativi all’oggetto della verifica.

Attenzione: l’omessa esibizione può comportare sanzioni amministrative da 250 a 2000 euro.

La giurisprudenza ha stabilito che la mancata contestazione delle operazioni di verifica equivale ad accettazione dei risultati.

Assistenza professionale nelle verifiche fiscali

Affrontare le verifiche fiscali con l’assistenza di un esperto è la scelta più saggia.
Lo Studio Mancini offre supporto tecnico e tutela dei diritti del contribuente, garantendo assistenza in ogni fase del procedimento e una gestione completa delle procedure fiscali.

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Apertura di un’attività: quale forma giuridica scegliere

L’apertura di un’attività è un passo importante per chi desidera avviare un percorso imprenditoriale.
Prima di iniziare, è fondamentale conoscere le diverse forme giuridiche disponibili e capire quale sia la più adatta alle proprie esigenze.
La forma giuridica determina infatti il livello di responsabilità del titolare o dei soci, il regime fiscale, i costi di gestione e persino la credibilità verso banche e investitori.

Vediamo insieme, in modo chiaro e pratico, le principali opzioni previste dalla normativa italiana e quando conviene sceglierle.

 

1. Ditta individuale: semplicità e autonomia

La ditta individuale è la forma più semplice e veloce per l’apertura di un’attività. È perfetta per chi vuole lavorare in autonomia, senza soci e senza una struttura complessa.

Caratteristiche principali:

  • Il titolare è l’unico responsabile dell’impresa.
  • I costi di apertura e gestione sono ridotti.
  • La responsabilità è illimitata: il titolare risponde anche con il proprio patrimonio personale.

Quando conviene:
Per attività artigianali, commerciali o professionali di piccole dimensioni, o quando si vuole iniziare in modo snello e con pochi adempimenti burocratici.

 

2. Società a responsabilità limitata (SRL): tutela e solidità

La SRL è una società di capitali che garantisce una maggiore tutela patrimoniale rispetto alla ditta individuale.
È una scelta strategica per chi prevede di crescere e desidera separare il proprio patrimonio personale da quello aziendale.

Caratteristiche principali:

  • La responsabilità è limitata al capitale versato.
  • Offre maggiore credibilità verso banche e investitori.
  • Richiede una gestione più complessa (notaio, bilancio, costi amministrativi).

Quando conviene:
Per attività più strutturate, con più soci o con investimenti significativi.
Ideale anche per chi desidera costruire un’impresa solida e duratura.

3. Società a responsabilità limitata semplificata (SRLS): la soluzione economica

La SRLS nasce per agevolare l’apertura di un’attività soprattutto da parte di giovani imprenditori o start-up con risorse limitate.

Caratteristiche principali:

  • Capitale sociale minimo di 1 euro.
  • Statuto standard non modificabile.
  • Costi di costituzione ridotti.
  • Responsabilità limitata al capitale versato.

Quando conviene:
Per chi desidera una forma giuridica snella, con la protezione tipica della SRL, ma con minori spese iniziali.

 

4. Società di persone (SNC e SAS): flessibilità e collaborazione

Le società di persone rappresentano una via intermedia tra la ditta individuale e la SRL.
Le più diffuse sono:

  • SNC (Società in nome collettivo): tutti i soci hanno responsabilità illimitata.
  • SAS (Società in accomandita semplice): distingue tra soci accomandatari (responsabili illimitatamente) e accomandanti (responsabilità limitata al capitale conferito).

Caratteristiche principali:

  • Maggiore flessibilità gestionale.
  • Regime fiscale trasparente (la tassazione avviene in capo ai soci).
  • Costi di gestione inferiori rispetto a una società di capitali.

Quando conviene:
Quando si desidera aprire un’attività con altri soci, mantenendo una struttura semplice e basata sulla fiducia reciproca.

 

5. Società cooperativa: l’impresa condivisa

La società cooperativa è una forma giuridica particolare che ha come obiettivo principale il mutuo vantaggio dei soci, non il profitto individuale.

Caratteristiche principali:

  • Ogni socio ha diritto a un voto (una testa, un voto).
  • Può avere responsabilità limitata o illimitata.
  • Ha scopo mutualistico, ossia punta al benessere comune dei soci.

Quando conviene:
Per progetti collettivi come cooperative di lavoro, consumo o sociali, in settori quali servizi, agricoltura, edilizia e assistenza.
Inoltre, le cooperative a mutualità prevalente godono di vantaggi fiscali: solo il 30% degli utili è tassabile, mentre il restante 70% non concorre a formare reddito imponibile.

Scegliere la forma giuridica giusta per la tua attività

Ogni tipo di impresa ha caratteristiche, vantaggi e limiti diversi.
La scelta della forma giuridica è uno dei passaggi più importanti nell’apertura di un’attività, perché influisce su tasse, responsabilità e prospettive di crescita.

Affidarsi a un consulente esperto è il modo migliore per valutare la soluzione più adatta alle proprie esigenze e partire con basi solide e sicure.

 

Contattaci per una consulenza sull’apertura della tua attività

Lo Studio Mancini è a tua disposizione per offrirti consulenza personalizzata in fase di apertura di un’attività, assistendoti nella scelta della forma giuridica più adatta, nella gestione contabile e fiscale e nella pianificazione del tuo futuro imprenditoriale.

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PROTEGGI IL TUO PATRIMONIO DAL FISCO

Il Fisco sta procedendo instancabilmente ad iscrivere ipoteche sugli immobili in caso di cartelle esattoriali non pagate. In estrema sintesi ecco come funziona:

– Ipoteca sugli immobili – L’iscrizione ipotecaria sugli immobili è prevista per debiti tributari superiori a 20.000 euro.  Prima di procedere con l’iscrizione ipotecaria, è fatto obbligo all’Agenzia della Riscossione di inviare al contribuente una comunicazione preventiva, affinché provveda a regolarizzare la sua posizione. Qualora quanto richiesto non viene pagato entro 30 giorni, viene trascritta l’ipoteca sull’immobile.

– Pignoramento immobiliare – A seguito iscrizione ipotecaria, qualora il contribuente non provvede a estinguere il suo debito entro i termini richiesti, l’Agenzia della Riscossione procederà al pignoramento dell’immobile.

 

Per ulteriori informazioni lo Studio è a Vs. disposizione, richiedi una consulenza.

 

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Il Trust tutela Imprese & Famiglie

Il TRUST è un istituto giuridico, con cui tu proprietario di beni (case, terreni, denaro, ecc), chiamato “disponente” deicidi di affidare tutti i tuoi beni, o parte di essi ad una persona di fiducia “trustee”, che li amministra nell’interesse di specifici “beneficiari” (figli, nipoti, genitori, ecc), da te scelti.

 

Vantaggi del Trust

*Protezione dai creditori: I beni conferiti nel trust sono separati dal tuo patrimonio personale e non possono essere aggrediti per debiti personali.
*Gestione personalizzata: puoi stabilire regole precise su come e quando i beni dovranno essere gestiti e distribuiti.
*Ottimizzazione della successione: evita conflitti ereditari e assicura la tutela dei tuoi cari secondo la tua volontà.
*Flessibilità e controllo: puoi scegliere tra diverse tipologie di trust in base alle tue esigenze.

 

Agevolazioni Fiscali del Trust

Imposte di registro: l’atto istitutivo del trust sconta l’imposta di registro in misura fissa.
Imposte di donazione, ipotecarie e catastali si pagano solo al momento del trasferimento finale dei beni ai beneficiari.
Nessun obbligo contabile, se il trust non svolge attività commerciale, è sufficiente il solo codice fiscale, presenta la dichiarazione dei redditi.

 

Trust & Tassazione

L’inquadramento del trust come entità trasparente o opaco, è desunto dalle clausole contenute nell’atto istitutivo:
Trust Trasparente: i beneficiari sono identificati e pagano le imposte sui redditi prodotti, anche se non li percepiscono subito.
Trust Opaco: il trust paga l’IRES al 24% e i beneficiari non hanno oneri fiscali fino alla distribuzione dei redditi prodotti e del patrimonio.
Trust Misto: E’ possibile creare un trust flessibile al contempo opaco e trasparente, con parte dei redditi accantonati e parte distribuita ai beneficiari.

Il trust può essere una soluzione efficace per ottimizzare la tua pianificazione fiscale e patrimoniale. Lo Studio Mancini esperti in Trust e Gestione patrimoniale accompagna il cliente attraverso le vari fasi di istituzione e amministrazione del trust, fino alla gestione dei beni e dei patrimoni destinati.

 

Non lasciare nulla al caso, proteggi e valorizza il tuo patrimonio.

 

*Dott. Manuele Mancini & Dott. Ennio Mancini

Commercialisti & Revisore Legali dei conti- Consulenti del Lavoro

03039 Sora – Via Boccaccio n. 2 tel  0776 824508 email info@studio-mancini.net            

03025 Monte S.G. Campano – Via San Marco n. 45 tel 0775 288311 email info@studio-mancini.net

 

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consulenza tributaria studio mancini sora

SANATORIA FISCALE & CONCORDATO PREVENTIVO BIENNALE

Atteso che solo in data 14 ottobre 2024 si è in possesso dei dati contabili della Sogei (Agenzia Entrate).

Sanatoria Fiscale” (anno 2018-2022)

La legge 143/2024, dà la possibilità ai contribuenti IVA sottoposti agli Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale (c.d.  I.S.A.) di avvalersi della sanatoria fiscale per gli anni d’imposta dal 2018 al 2022, mediante il versamento di una imposta sostitutiva il cui importo da versare per ciascuna annualità non può essere inferiore a 1.000 euro. Il versamento dell’imposta dovuta potrà essere effettuato in unica soluzione entro il 31 marzo 2025, oppure in 24 rate mensili di pari importo oltre interessi al tasso legale, con la prima rata da versare sempre entro il 31 marzo 2025.  La c.d. sanatoria fiscale, cioè il ravvedimento speciale, è riservato soltanto ai contribuenti IVA che aderiscono al Concordato Preventivo Biennale per gli anni 2024 e 2025, presentando l’istanza di adesione entro il 31 ottobre 2024 (salvo proroghe) mettendosi al riparo da eventuali futuri accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate o ispezioni della Guardia di Finanza, per gli anni coperti dalla sanatoria fiscale.

Concordato Preventivo Biennale (anno 2024-2025)

Il Concordato Preventivo Biennale (in sigla C.P.B), è una procedura basata su una proposta elaborata dall’Agenzia delle Entrate, fra imprese/professionisti, al fine di concordare anticipatamente l’imposta dovuta per l’anno 2024 e 2025. Si dovrà versare l’imposta sostitutiva sulla eccedenza del reddito derivante dall’adesione al concordato rispetto a quello dichiarato dal contribuente nel periodo d’imposta antecedente. L’imposta sostitutiva può variare in base al voto ISA, ottenuto dal contribuente in ciascun periodo d’imposta, applicando le aliquote:  –del 10% se il livello di affidabilità fiscale è pari o superiore a 8; – del 12% se il livello di affidabilità fiscale è pari o superiore a 6 ma inferiore a 8;del 15%, se il livello di affidabilità fiscale è inferiore a 6.  Molti si chiederanno cosa sono gli ISA, nello specifico, sono degli Indicatori Sintetici di Affidabilità Fiscale utilizzati dal 2018 dall’Agenzia delle Entrate, per verificare, la coerenza dei ricavi dichiarati dai contribuenti per ogni periodo d’imposta , attribuendo un punteggio compreso in una scala valori da 1 a 10 per ogni anno fiscale. Più basso sarà il punteggio raggiunto, minore è l’affidabilità fiscale, più alta saranno le imposta sostitutive da versare. Più alto è il punteggio raggiunto, minore saranno le imposta da versare. Il reddito concordato resterà fisso per due anni, sia che il reddito aumenti sia che diminuisca. Non possono beneficiare del CPB coloro che hanno debiti fiscali e/o contributivi oltre i 5.000 euro, e che hanno omesso la presentazione della dichiarazione dei redditi per almeno uno degli ultimi tre anni, nonché coloro che sono stati condannati per reati fiscali o penali nei tre anni precedenti al periodo del concordato. Qualora il contribuente accetti la proposta di adesione al Concordato Preventivo Biennale, l’istanza deve essere presentata entro il 31 ottobre 2024.

Per ulteriori informazioni lo Studio è a Vs. disposizione.

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Società Semplice Immobiliare

Società Semplice “ cassaforte immobiliare “ a tutela del patrimonio familiare

La società semplice immobiliare è una società, tra le più elementari fra tutte quelle contemplate nel ns. ordinamento, regolamentata negli artt. 2251-2290 codice civile. Può avere come oggetto sociale sia la semplice gestione di patrimoni immobiliari, sia la gestione di partecipazioni in altre società (e interessi economici anche in qualità di Trustee). Ottimo strumento a tutela del patrimonio familiare.  La Società Semplice presenta notevoli

V A N TA G G I

 

  • non richiede un capitale sociale minimo per la sua costituzione come per le società di capitali, ma è costituita dai conferimenti apportati dai singoli soci . La Società può essere costituita mediante scrittura privata non autenticata e sconta l’imposta di registro in misura fissa di 200 euro, nel caso di conferimento di beni non immobili ed altri beni.

La Società Semplice:

  • Ha un patrimonio separatorispetto al patrimonio personale di ogni singolo socio;
  • I soci della società semplice non sono tenuti all’iscrizione nella Gestione Inps Circolare Inps n.84 del 10 giugno 2021);
  • Non è soggetta alle imposte sul reddito ( né Ires, né Irpef nè Irap);
  • Fiscalmente è esonerata dagli I.S.A. ed alla disciplina delle Società di comodo;
  • In caso di insolvenza non è assoggettata al Fallimento;
  • Qualora vendesse gli Immobili detenuti da più di 5 anni non creerebbe plusvalenze, e permetterebbe un guadagno non tassato;
  • Ha costi di gestione minimi in quanto non ha nessun obbligo di tenuta delle scritture contabili e di Redazione del Bilancio.
  • Facilita la pianificazione successoria a favore dei discendenti dei familiari o dei loro congiunti, nonché può essere un efficace mezzo per evitare l’ingerenza delle famiglie allargate, prevedendo dei limiti all’ingresso in società;
  • I redditi conseguiti dalla S.S. sono imputati per trasparenza a ciascun socio ;
  • Può essere utilizzata anche come Trust Company familiare, per l’assunzione degli incarichi di Trustee;
  • Beneficia dei vantaggi fiscali in tema di trasformazione agevolata di società commerciali in società semplice (Legge n. 197/2022 – art. 1 commi da 100 a 105) ;
  • Può essere utilizzata anche per acquistare nuovi immobili:

S V A N T A G G I

  • è impossibilitata ad esercitare un’attività commerciale (ma e finalizzata a conseguire un    utile);
  • ha limitata affidabilità creditizia.

Se desidera ricevere una consulenza a riguardo, si prega di contattarci, al fine di analizzare la Sua situazione, proponendo una soluzione finanziaria, fiscale e civile adatta ai suoi obiettivi.

Dott. Ennio Mancini

* Dott. Manuele Mancini

 *Commercialisti- Revisori Legale Conti-Consulenti del Lavoro

 

 

 

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NUOVO CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO 2021 (1)

Nuovo Contributo a Fondo Perduto

NUOVO CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO

Per tutti i titolari di partita Iva che hanno avuto un calo del 30% del fatturato e/ o corrispettivi medi mensili dell’anno 2020 rispetto a quello dell’anno 2019, spetta un contributo a fondo perduto come segue:

a) 60% per i soggetti con ricavi o compensi 2019 non superiori a 100 mila euro;

b) 50% per i soggetti con ricavi o compensi 2019 superiori a 100 mila euro e fino a 400mila euro;

c) 40% per i soggetti con ricavi o compensi 2019 superiori a 400mila euro e fino a 1 milione di euro;

d) 30% per i soggetti con ricavi o compensi 2019 superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro;

e) 20% per i soggetti con ricavi o compensi 2019 superiori a 5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro.

Spetta un contributo minimo alle persone fisiche non inferiore a 1.000 euro e per gli altri soggetti (società) un minimo di 2000 euro previa verifica dei requisiti di cui sopra.

Il contributo potrà essere richiesto presentando apposita istanza telematica alla Agenzia delle Entrate

Si resta a Vs. disposizione per eventuali chiarimenti.

Dott. Manuele Mancini

Dottore Commercialista, Revisore legale dei Conti, Consulente del Lavoro.

Studio in Sora – Via Boccaccio n. 2

M. S. G. Campano- Via San Marco n. 45

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proroga imposte 2020

Proroga secondo acconto e versamento imposte del mese di dicembre

Pubblicato in GU del 30.11.2020 n. 297, ed entrato in vigore il 30 novembre, il Decreto Ristori quater (DL n. 157/2020) che introduce alcune proroghe dei versamenti.

In dettaglio è prorogato il versamento del secondo acconto di Irpef, Ires e Irap dal 30 novembre al 10 dicembre per tutti i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione. La proroga è estesa al 30 aprile per le imprese con un fatturato non superiore a 50 milioni di euro nel 2019 e che hanno registrato un calo del 33% del fatturato nei primi sei mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. La proroga si applica inoltre alle attività oggetto delle misure restrittive del Dpcm del 3 novembre e a quelle operanti nelle zone rosse, nonché per i ristoranti in zona arancione, a prescindere dal volume di fatturato e dall’andamento dello stesso.

Inoltre è prevista la sospensione dei contributi previdenziali, dei versamenti dell’Iva (nonché dell’acconto in scadenza il 27 dicembre) e delle ritenute alla fonte, che scadono nel mese di dicembre. I versamenti sospesi potranno essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, entro il 16 marzo 2021, in un’unica soluzione o fino a un massimo di quattro rate mensili di pari importo. Possono usufruire di tale dilazione tutte le imprese con un fatturato non superiore a 50 milioni di euro nel 2019 e che hanno registrato un calo del 33% del fatturato nel mese di novembre 2020 rispetto allo stesso mese del 2019. La sospensione si applica inoltre a tutte le attività economiche che vengono chiuse a seguito del Dpcm del 3 novembre, per quelle oggetto di misure restrittive con sede nelle zone rosse, per i ristoranti in zone arancioni e rosse, per tour operator, agenzie di viaggio e alberghi nelle zone rosse

Dott. Manuele Mancini

Dottore Commercialista, Revisore legale dei Conti, Consulente del Lavoro.

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Dal 1 luglio 2020 nuovo limite all’utilizzo del contante

A partire dal 01 luglio 2020 il limite massimo per l’utilizzo del denaro contante non potrà superare la soglia di Euro 2.000. E’ consentito pagare in contanti acquisti di beni e servizi fino ad Euro 2.000. Il trasferimento di danaro tra persone (anche tra familiari) superiore a tale somma dovrà essere effettuata con strumento tracciabile. Il limite riguarda sia chi riceve il denaro sia chi effettua il pagamento.

Ad entrambi i soggetti che incorrono in dette violazioni vengono applicate delle sanzionati con un minimo da 3mila euro ad un massimo di 50mila euro. Versamenti e prelevamenti sul proprio conto corrente non hanno limiti, non essendo trasferimento di denaro tra soggetti diversi.

Manuele Mancini

Dottore Commercialista, Consulente del Lavoro.

Studio in Sora – Via Boccaccio n. 2

M. S. Campano- Via San Marco n. 45

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